Starcloud raccoglie 250 milioni per data center in orbita

Starcloud amplia il finanziamento per realizzare nel 2027 data center satellitari con AI in orbita, sfruttando Starship di SpaceX per abbattere costi e limitazioni di lancio nel mercato emergente del compute spaziale.

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Key Moments

Estensione finanziamento e crescita

Starcloud ha raccolto 250 milioni in aggiunta a 170 milioni, portando la valutazione a 2,3 miliardi e ampliando la produzione.

Dipendenza dalla capacità di lancio

La scarsità e il phase-out del Falcon 9 rendono critica la prenotazione di lanci su Starship per il successo della missione.

Pianificazione satelliti e roadmap

Nel 2027 Starcloud lancerà due satelliti AI da 8 kW e valuta l’uso di lanci dedicati Falcon 9 per espandersi.

Collaborazione con Nvidia per chip spaziale

Starcloud lavora con Nvidia per sviluppare una GPU spaziale Vera Rubin, unica nel suo genere per inferenza AI in orbita.

Starcloud raccoglie 250 milioni per data center in orbita mentre si restringono le opzioni di lancio

Starcloud, startup che sviluppa satelliti in grado di eseguire inferenza AI direttamente in orbita, ha comunicato a TechCrunch di aver aggiunto un’estensione da 250 milioni di dollari al round Series A da 170 milioni chiuso a marzo. Con questo nuovo capitale, la valutazione sale a 2,3 miliardi di dollari.

L’iniezione di fondi servirà ad aprire un impianto produttivo più grande e ad accelerare lo sviluppo del suo veicolo di punta, lo Starcloud-3: un vero e proprio data center orbitale pensato per volare su Starship, il prossimo razzo pesante di SpaceX. Il CEO Philip Johnston sta anche mettendo da parte risorse per garantirsi posti di lancio, in un momento in cui la capacità del mercato dei lanci si sta facendo più scarsa.

Uno dei costi principali oggi è proprio assicurarsi la capacità di lancio… ed è un mercato molto stretto perché il programma Falcon 9 [di SpaceX] dovrebbe concludersi nel 2028.

“Vediamo cosa sta arrivando: dovremo prenotare una quantità enorme di lanci”, ha detto Johnston a TechCrunch. L’azienda ha già inoltrato alla FCC una richiesta per operare fino a 88.000 satelliti.

“Appena possibile, vogliamo firmare contratti per veicoli come Starship”, ha aggiunto. “Uno dei costi principali oggi è proprio assicurarsi la capacità di lancio… ed è un mercato molto stretto perché il programma Falcon 9 [di SpaceX] dovrebbe concludersi nel 2028.”

Un collo di bottiglia chiamato lancio

I costi di lancio sono da sempre tra gli ostacoli maggiori per chi punta ai data center in orbita, tanto che una startup ha persino scelto di sviluppare razzi in proprio. Ora SpaceX pianifica il phase-out del suo cavallo di battaglia, Falcon 9, per sostituirlo con Starship, un vettore molto più grande ma non ancora pienamente collaudato. Questo rende la pianificazione complessa per gli operatori satellitari, soprattutto finché vettori concorrenti come New Glenn di Blue Origin e Vulcan di ULA non voleranno con regolarità e mentre nuovi lanciatori, come Neutron di Rocket Lab, non sono ancora operativi.

La roadmap a breve termine

Nel frattempo, Starcloud punta a mettere in orbita due satelliti della nuova generazione da 8 kW di potenza computazionale (chiamati Starcloud-2) su missioni rideshare nel 2027. Questi asset svolgeranno compiti di inferenza in orbita per clienti che includono agenzie governative statunitensi. L’azienda sta valutando anche l’acquisto di un lancio dedicato su Falcon 9 per portare in orbita un maggior numero di satelliti e la firma di accordi con ulteriori provider per sostenere le missioni future.

La scommessa su Starship

La visione di Starcloud, però, ruota attorno al potenziale di Starship di abbattere i costi di lancio al punto da permettere la creazione di un layer di inferenza in orbita in grado di competere con i data center terrestri. Johnston si dice fiducioso nella capacità di SpaceX di dimostrare una rapida e frequente riusabilità del razzo più potente al mondo.

In settimana, il CEO di SpaceX Elon Musk ha dichiarato che l’azienda rinvierà di alcuni mesi il tentativo di “catturare” un primo stadio di Starship al rientro e proverà a ri-volare il veicolo per la prima volta tra fine anno e l’inizio del 2027.

“Se nel 2029 non riuscissimo a prenotare capacità di lancio su SpaceX, sarebbe un bel problema per noi,” ha ammesso Johnston.

L’estensione del round e gli investitori

A guidare l’estensione del finanziamento è stata Manhattan West Ventures, con la partecipazione di Nvidia e Cisco. Secondo una fonte vicina all’operazione, Nvidia avrebbe investito circa 25 milioni di dollari. Tra gli altri investitori: Benchmark, EQT, Soma, NFX, 776, Cedar Capital, Goanna Capital e Standard Capital.

Per Johnston, l’ingresso di Nvidia è un segnale forte del vantaggio competitivo di Starcloud nel nascente mercato del compute spaziale. Ad oggi, Starcloud è l’unica realtà, per quanto risulta, a far operare in orbita una GPU per data center Nvidia H100 — e la prima ad averci addestrato un modello; la maggior parte delle GPU nello spazio finora è stata progettata per l’elaborazione edge. L’azienda sta condividendo i risultati con Nvidia, che sta sviluppando la sua prima GPU pensata specificamente per lo spazio: il chip Vera Rubin Space-1.

“Il motivo per cui hanno deciso di investire ora è legato a tutti i dati raccolti con Starcloud One,” ha spiegato Johnston. “Più di qualunque altro VC, hanno fatto una due diligence tecnica molto profonda.”

Un chip spaziale su misura, e le sfide ingegneristiche

Il chip “space-ready” non è ancora stato costruito, ma Starcloud punta a portarlo in orbita verso la fine del 2028. Gli ingegneri dell’azienda stanno monitorando alcune scelte progettuali cruciali:
– Il rapporto tra temperatura operativa del chip e dimensionamento dei radiatori per lo smaltimento del calore
– Il posizionamento delle schermature contro le radiazioni
– Il livello di ruggedizzazione necessario per sopravvivere alle vibrazioni e alle sollecitazioni del lancio

Crescita e produzione vicino ai big del settore

Starcloud conta oggi 25 dipendenti, numero in aumento, e sta allestendo linee di produzione in una struttura da 100.000 piedi quadrati a Woodinville, nello Stato di Washington, a poca distanza da dove SpaceX e Amazon costruiscono i satelliti per le loro reti di comunicazione.

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Questions Answered

Quanto ha raccolto Starcloud nel nuovo round di finanziamento?

Ha aggiunto 250 milioni al round Series A già chiuso a marzo.

Quali sfide si presentano nella capacità di lancio per Starcloud?

Il phase-out di Falcon 9 e la disponibilità limitata di lanci rendono critica la prenotazione.

Qual è la roadmap di Starcloud per i prossimi satelliti?

Lancio di due satelliti Starcloud-2 nel 2027 e possibili lanci dedicati Falcon 9.

Come collabora Starcloud con Nvidia?

Starcloud usa GPU Nvidia in orbita e co-sviluppa un chip spaziale su misura.
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