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Key Moments
Dichiarazioni contrastanti sul rilevamento audio
Il CEO afferma che i microfoni rilevano solo spari, ma il sito indica anche altri suoni riconosciuti.Modifiche dovute a critiche sulla privacy
Flock elimina la capacità di rilevare urla o segnali di distress dopo le proteste.Risposta del CEO durante TechCrunch Disrupt
Langley spiega che il prodotto è stato limitato a rilevare solo spari su feedback clienti.Pressioni istituzionali e manifestazioni
Alcuni stati hanno interrotto le collaborazioni e ci sono proteste contro la tecnologia.Il CEO di Flock sostiene che i microfoni rilevino “solo spari” — ma il sito dell’azienda racconta altro
Durante un intervento dal vivo a TechCrunch Disrupt, Garrett Langley, co-fondatore e CEO di Flock, ha affermato che i microfoni della società dedicati al rilevamento degli spari captano “solo spari”. Un’affermazione che però contrasta con quanto descritto sul sito ufficiale dell’azienda, dove viene delineato un ventaglio ben più ampio di suoni ambientali che i dispositivi sarebbero in grado di riconoscere.
Cosa dice Flock del suo sistema di “Gunshot Detection”
Sul sito, Flock descrive i propri sistemi audio come capaci di:
– individuare immediatamente colpi d’arma da fuoco;
– “intercettare per tempo i ‘street takeover’ per prevenire il caos”;
– “identificare in tempo reale incidenti gravi, così che i soccorsi possano intervenire più rapidamente”;
– “estendere la consapevolezza oltre gli spari, con avvisi su incidenti stradali, fuochi d’artificio e sideshow.”
In altre parole, l’azienda promuove esplicitamente la capacità di riconoscere più tipologie di eventi sonori che vanno oltre i colpi di pistola.
Le critiche al lancio e il passo indietro
La funzione di Gunshot Detection, annunciata lo scorso anno, è stata accolta sin da subito da forti contestazioni. Al debutto, Flock aveva scritto che la tecnologia avrebbe ascoltato anche segnali come “urla”.
Le organizzazioni per la tutela della privacy hanno subito criticato l’idea che il sistema potesse captare voci umane. In seguito al contraccolpo, l’azienda ha modificato la dicitura in “suoni di disagio umano”. Poco dopo, Flock ha dichiarato di aver eliminato del tutto la capacità di rilevare “segnali di distress” per quei clienti che avevano aderito ai test.
La difesa di Langley sul palco
Sul palco di TechCrunch Disrupt, Langley ha respinto quelle che ha definito “disinformazioni” sul funzionamento del prodotto, sostenendo che in molti ne fraintendano le capacità. L’intervista si è svolta mentre l’opinione pubblica mostra crescente scetticismo nei confronti di Flock e di altre aziende che leggono targhe, in un clima di diffidenza verso la sorveglianza di massa. A San Francisco, fuori dalla sede dell’evento, alcuni manifestanti hanno espresso apertamente la loro contrarietà mentre il CEO parlava sul palco.
“Molte persone non chiamano il 911 quando sentono uno sparo, ed è per questo che abbiamo costruito il prodotto,” ha spiegato Langley alla direttrice di TechCrunch, Connie Loizos. “Poi alcuni clienti ci hanno detto: ‘Abbiamo questi dispositivi nei parcheggi. Sarebbe utile ricevere un avviso se qualcuno venisse rapito o ferito.’”
Secondo Langley, l’idea sembrava sensata, così Flock ha realizzato un prototipo e l’ha testato con un numero limitato di clienti. In seguito, però, sono emerse numerose preoccupazioni. Il CEO ha ammesso degli errori, sottolineando però di voler ascoltare i feedback del mercato.
“C’erano solo un paio di clienti che stavano facendo il prototipo con noi, e abbiamo deciso: ‘Ok, d’ora in poi rileverà esclusivamente gli spari, punto.’ Se parte un colpo, inviamo l’allerta; altrimenti, non ascolta nient’altro,” ha dichiarato.
Il nodo della contraddizione
Quando gli è stato chiesto come si conciliassero quelle affermazioni con il materiale promozionale sul sito — che elenca chiaramente altre tipologie di suoni rilevabili — Langley ha ribadito: “Rileviamo solo spari.”
Contattata da TechCrunch per un chiarimento, la portavoce di Flock, Paris Lewbel, ha precisato: “La tecnologia di rilevamento degli spari di Flock è usata principalmente per identificare colpi d’arma da fuoco, ma è anche in grado di rilevare fuochi d’artificio, sideshow e potenziali incidenti automobilistici. Le osservazioni del CEO Garrett Langley miravano a sottolineare che la tecnologia Audio Detection di Flock non è progettata per monitorare conversazioni o analizzare il parlato e, al momento, non rileva urla umane o situazioni di distress.”
In un’area FAQ del sito si legge inoltre che “oltre agli spari, Flock Gunshot and Audio Detection può rilevare fuochi d’artificio, sideshow e altri eventi di disturbo per la comunità.” La stessa sezione aggiunge che la “libreria di rilevamenti è in continuo ampliamento per includere minacce emergenti pertinenti alle esigenze specifiche dei clienti.”
Quanti microfoni ci sono in campo
Langley ha dichiarato che il numero di microfoni di Flock è paragonabile a quello di ShotSpotter, che secondo un’inchiesta di Wired nel 2024 contava circa 25.000 dispositivi.
Pressioni crescenti e contraccolpi istituzionali
Le parole di Langley arrivano mentre Flock è sotto il fuoco incrociato delle associazioni per i diritti civili, inclusa l’ACLU, e di una parte dell’opinione pubblica preoccupata per potenziali abusi della tecnologia. In alcuni casi, la tensione è sfociata nella distruzione delle telecamere di sorveglianza.
Nel frattempo, alcuni stati come Texas e Florida hanno deciso di interrompere le collaborazioni con Flock, e anche Ring di Amazon ha chiuso la propria partnership con l’azienda.